Avvenimenti 2009


Dicembre

TAVOLA ROTONDA:
Il bestiario

Il 15 Dicembre 2009 a Palermo, presso il Liceo Garibaldi, per il ciclo di incontri culturali organizzati dalla Delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul Mito ha avuto luogo una tavola rotonda sul tema "Il bestiario".
Introducendo l’argomento, il moderatore Prof. Antonio Martorana ha messo in luce come tale tipo di compilazioni, derivate dal tardo classico "Phisiologus" seguito da un opera sugli animali attribuita a S. Giovanni Crisostomo, si siano moltiplicate nell’Europa medievale a causa della vicinanza tra gli animali domestici o feroci e l’uomo che alimentava lo spirito di osservazione e le paure di quest’ultimo, e come questi bestiari esaltassero virtù e vizi attribuiti simbolicamente agli animali stessi, compresi quelli mitici. Ha poi evidenziato come questa importanza della presenza degli animali si sia tradotta nella loro rappresentazione scultorea nelle cattedrali e, in genere, nella loro raffigurazione artistica, in funzione didascalica dei fatti e dei principi del cristianesimo.
Ha poi preso la parola il Vicepresidente del CISM Prefetto Gianfranco Romagnoli il quale ha compiuto un ampio excursus sulla figura dell’asino, evidenziandone la polisemia simbolica che ha portato nelle varie epoche e civiltà ad attribuire alla figura di questo animale le interpretazioni diametralmente opposte di simbolo altamente positivo oppure massimamente negativo e proponendo la sua presenza nel mito ed in importanti opere letterarie che, attraverso il medioevo ed il rinascimento, vanno dall’antichità fino ai nostri giorni.
La pittrice Carla Amirante ha poi svolto un intervento sugli animali mitici, in particolare la Sfinge e la Chimera, evidenziando, anche con l’ausilio d’immagini, l’evoluzione nel tempo della figura della Chimera sotto l’aspetto sia della forma che del significato simbolico attribuitole da poeti contemporanei come Dino Campana e dalle interpretazioni psicoanalitiche di questa figura.
Ha poi trattato della Sfinge egiziana soffermandosi sui problemi che essa suscita sia sulla sua funzione che sulla sua datazione, ed ha infine evidenziato le differenze tra la sfinge egiziana e quella greca sia nell’aspetto che nella concezione di quest’ultima come mostro malefico che dava la morte a chi non risolveva i suoi enigmi.
Ha chiuso il giro di interventi il Prof. Giovanni Isgrò trattando del cane come figura di mediazione tra vita e morte, bene e male, con funzione terapeutica ed apotropaica. Ricordata la sua presenza in miti mesopotamici ed egizi, si è soffermato sulla sua presenza in Grecia e sulle diverse interpretazioni che quella civiltà ha dato della sua figura,ora come mostro infernale, ora come animale amico e benefico. Ha quindi trattato della presenza del cane nell’iconografia di San Vito, proponendone le diverse interpretazioni come animale che viene tenuto al guinzaglio dal santo perché non nuoccia agli uomini, ma anche come animale benefico. Ha poi evidenziato come l’antico rituale della Magna Grecia e specie della Lucania, eseguito all’inizio dell’estate per evitare i danni che Sirio può arrecare al raccolto del grano, si riallacci al cane data la presenza di tale stella nella costellazione del Cane Maggiore e la "canicola" legata ad essa, e si perpetui nella raffigurazione del cane accanto a San Vito, fuggito appunto in Lucania per sfuggire alla persecuzione di Diocleziano. La presenza del cane non si riscontra nel resto d’Europa, ove il culto del Santo si diffuse attraverso le reliquie, proprio per la mancanza del rischio della canicola nelle terre settentrionali.
Agli interventi dei relatori, seguiti con grande interesse, ha fatto seguito un ampio e corale dibattito da parte del pubblico, tra il quale erano presenti i Prefetti Piero Marcellino, Pietro Massocco e Guido Palazzo Adriano nonché gli editori Carlo Saladino e Luigi Gianfranco Consiglio.
Al termine vi è stato un brindisi con lo scambio degli auguri natalizi.
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CONFERENZA DEL PROF. FELICE CAMMARATA:
Il mito dei cavalieri

Il 3 Dicembre 2009 si è svolta a Palermo, presso la sede dell’Associazione Amici del Teatro dei Pupi, una conferenza del prof. Felice Cammarata, organizzata dalla suddetta Associazione in collaborazione con la Delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul Mito, sul tema "Il mito del cavaliere da Orlando e Astolfo a Kit Carson e Pecos Bill".
Nella sua esposizione, facendo seguito a quanto già detto nella precedente conferenza tenuta per il CISM sul mito nel teatro dei pupi, il relatore si è soffermato in particolare, con puntuali e ricchi riferimenti storici e letterari, sulla figura di Orlando e dei Paladini di Francia. Alla conferenza, che ha riscosso vivo interesse e successo da parte di un attento pubblico, è seguito un ampio dibattito, moderato dal vicepresidente e delegato per la Sicilia del CISM Gianfranco Romagnoli, al quale hanno partecipato, tra gli altri, l’editore Luigi Gianfranco Consiglio, la pittrice Carla Amirante e lo studioso di religioni orientali Diego Romagnoli.
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Novembre

CONVEGNO CISM:
Gli Archetipi del mito nella storia dell’uomo

Il 27 Novembre 2009 a Recanati, presso il prestigioso Auditorium del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura "G. Leopardi", organizzato dalla sede centrale del Centro Internazionale di Studi sul Mito si è svolto il Convegno di studi "Gli Archetipi del mito nella storia dell’uomo - Presenza e diffusione nel tempo e presso vari popoli".
La sessione mattutina è stata presieduta dal Presidente del CISM Prof. Sergio Sconocchia, il quale ha altresì svolto una relazione sull’archetipo femminile con esemplificazioni riferite a diverse civiltà. E’ seguita la relazione del Vicepresidente Prefetto Gianfranco Romagnoli, che ha illustrato l’archetipo dei gemelli divini e degli eroi gemelli nel dioscurismo indoeuropeo e presso i popoli amerindi precolombiani. Il Prof. Fabio Russo dell’Università di Trieste ha poi illustrato gli elementi archetipici ermetico-sapienziali dell’antica cultura egizia nell’interpretazione di Marsilio Ficino e di Giordano Bruno. Ha chiuso la sessione mattutina la pittrice Carla Amirante con un’ampia relazione sull’archetipo della dea madre e sulle sue ipostasi fino alle Madonne nere, illustrata con la proiezione di una ricca iconografia.
Nella sessione pomeridiana, presieduta dal Vicepresidente del CISM Prefetto Gianfranco Romagnoli, ha esordito il Dott. Alessandro Aiardi dell’Accademia Marchigiana di Scienze, Lettere ed Arti, illustrando attraverso puntuali riferimenti mitici e letterari il carattere numinoso della cecità come probabile modello archetipico, arricchendo la sua esposizione con la proiezione di belle immagini. Ha fatto seguito la Dottoressa Cristina Coriasso Martin-Posadillo dell’Università Complutense di Madrid, che ha svolto un ampia ed articolata relazione sulle strutture archetipiche riscontrabili nei miti della creazione, confrontando le antiche cosmogonie e cosmologie con le teorie scientifiche sull’origine dell’universo. La Dottoressa Manuela Martellini dell’Università di Macerata ha poi svolto una relazione nella quale, attraverso ampie citazioni, ha evidenziato la presenza dell’archetipo del doppio nelle Rime del Boccaccio. Nell’ultima relazione in programma, del prof. Giovanni Isgrò dell’Università di Palermo, è stato trattato il tema dell’azione liturgica come archetipo del dramma sacro, con particolare riferimento al dramma liturgico dell’Adorazione dei Magi di un codice palermitano del XII secolo, prototipo della particolare forma siciliana dello spettacolo. Infine, fuori programma, il Prof. Ermanno Carini del Centro nazionale di Studi Leopardiani ha voluto dare un suo contributo al convegno con una originale relazione sulla figura del licantropo.
E’ seguito un ampio dibattito che ha evidenziato il successo scientifico del convegno, seguito da un folto ed attento pubblico che ha manifestato gradimento e consenso. I risultati della giornata uniti a quelli della propedeutica giornata di studi tenuta a Serrapetrona il 25 Ottobre 2009, formeranno auspicabilmente oggetto di una pubblicazione sul tema degli archetipi.
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CONFERENZA DEL PROF. FELICE CAMMARATA:
Il mito nel teatro dei pupi

Il 10 Novembre 2009 a Palermo, presso il Liceo Garibaldi, il Prof. Felice Cammarata ha tenuto una conversazione sull’argomento "Il mito nel teatro dei pupi". La conferenza, rientrante nel ciclo di incontri culturali promossi dalla Delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul Mito, è stata organizzata in collaborazione con l’associazione Amici Opera dei Pupi, della quale il Prof. Cammarata è Presidente.
Nella sua esposizione il relatore si è intrattenuto in modo particolare, con ampi e puntuali riferimenti storici, sui fatti ed i momenti della materia epico-cavalleresca a partire dalla battaglia di Roncisvalle che costituisce il momento iniziale dell’epopea cavalleresca e parte essenziale del ciclo dei paladini di Carlo Magno, che forma lo specifico argomento dell’ "opera dei pupi" siciliana. Si è poi soffermato sul mitico ciclo arturiano della tavola rotonda, successivo in ordine di apparizione ma riferito ad un’epoca anteriore coeva all’impero giustinianeo, fino a giungere alla battaglia di Lepanto, che segna il termine finale dell’epopea cavalleresca. Ha compiuto inoltre una rassegna delle fonti letterarie, dal Milione al Guerin Meschino, alla Chanson de Roland, al poemetto d’epoca federiciana "Il pellegrinaggio di Carlo Magno in Terrasanta" che inaugura il filone comico-cavalleresco, ai romanzi medievali, a "I reali di Francia" che anticipa l’inizio del ciclo cavalleresco all’epoca e alla figura di Costantino, al Baldus, al Morgante Maggiore, all’Orlando Furioso, alla Gerusalemme liberata, al Don Chisciotte e al Cyrano de Bergerac da cui trasse ispirazione Rostand. Infine ha trattato gli ordini cavallereschi.
La conferenza, supportata da immagini alcune delle quali costituite da disegni originali del relatore, ha riscosso vivo interesse dei presenti, tra i quali i Prefetti Pietro Massocco e Guido Palazzo Adriano e l’editore Luigi Consiglio.
Al termine, il Vicepresidente del CISM Prefetto Gianfranco Romagnoli ha evidenziato come la conferenza abbia opportunamente integrato ed ampliato la conoscenza di temi trattati in precedenti incontri, quali le tavole rotonde "Il mito rappresentato" e "Come si crea la figura dell’eroe" e la conferenza "Il mito della cavalleria e la sua realizzazione melitense".
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Ottobre

GIORNATA DI STUDIO:
Gli archetipi del mito nella storia dell’uomo: definizione, forme, simboli, modelli

Il 25 Ottobre 2009 a Serrapetrona, nella artistica cornice della Chiesa di San Francesco, per il ciclo di iniziative culturali promosso e organizzato dal CISM con la partecipazione della Provincia di Macerata e del Comune ospitante, si è svolta una giornata di studio sul tema "Gli archetipi del mito nella storia dell’uomo: definizione, forme, simboli, modelli".
Oltre al Prof. Sergio Sconocchia, Presidente del CISM, hanno partecipato all’incontro il Vicepresidente Pref. Gianfranco Romagnoli, il Dott. Alessandro Aiardi, la pittrice Carla Amirante e il Prof. Fabio Russo dell’Università di Trieste.
Nella sessione mattutina, riservata ai relatori e svolta in forma seminariale, si è discusso di problemi definitori del concetto di Archetipo sulla base di un documento, elaborato dal dott. Aiardi nel quale sono richiamate principalmente le teorie di Platone, Jung, Keréni e Zolla sulla natura dell’archetipo.
La rilevanza e la vastità del tema trattato hanno indotto i partecipanti a prefigurare successivi approfondimenti, i cui risultati costituiranno la parte generale di un futura pubblicazione.
Nella sessione pomeridiana, aperta al pubblico e riservata alla trattazione di taluni archetipi presenti in singole aree geografiche e culturali, dopo il saluto dell’Assessore alla Cultura, Carla Amirante ha presentato una relazione. concernente "Il culto del Sole in Egitto"; Alessandro Aiardi ha esposto il tema "Figurazioni archetipiche dal mondo mesopotamico"; Sergio Sconocchia ha riferito su "Miti cosmogonici e Archetipo maschile in Grecia e a Roma"; Gianfranco Romagnoli ha illustrato "Gli archetipi nelle civiltà precolombiane della Mesoamerica e del Perù"; Fabio Russo ha parlato su "L’archetipo sapienziale nella figura di Ermete Trismegisto".
La sessione, che ha riscosso vivo consenso e apprezzamento da parte di un attento pubblico, è stata conclusa dal Sindaco di Serrapetrona Adriano Marucci, il quale ha sottolineato come l’Amministrazione da lui presieduta sia particolarmente favorevole ad una politica culturale che porti iniziative di qualità nel territorio comunale.
Il successivo appuntamento in materia è previsto per il 27 Novembre 2009 a Recanati, dove il CISM terrà un convegno nel quale saranno illustrati singoli archetipi sotto il profilo della loro ricorrenza in più aree geografiche e culturali, ulteriore premessa per un organico studio comparato da inserire nella futura pubblicazione.
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TAVOLA ROTONDA:
Come si crea il mito dell’eroe

Il 15 Ottobre 2009 a Palermo, presso il Liceo Garibaldi, per il ciclo di incontri culturali organizzato dalla delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul Mito (CISM), si è svolta una tavola rotonda sul tema "Come si crea il mito dell’eroe".
Ha presieduto l’incontro il Prof. Giuseppe Barbaccia, Ordinario di Filosofia della Politica all’Università di Palermo, il quale ha introdotto l’argomento con alcune considerazioni sul mito dell’eroe, evidenziando la lettura simbolica che deve farsene nell’ambito dei vari generi letterari. Di seguito, come autore della prefazione, ha presentato, il libro del collega Prof. Manlio Corselli Mito e riflessione politica- Il sottosuolo della politica, pubblicato dall’Editore Carlo Saladino, nel quale il mito dell’eroe costituisce un leitmotiv.
Ha quindi preso la parola il Prof. Corselli che ha computo un ampio excursus sulla figura dell’eroe in generale e sull’importanza di chi gli dà corpo ed eternità letteraria, adducendo alcuni esempi di varia accentazione, tratti dalla letteratura antica e in ispecie dai poemi omerici.
Il Vicepresidente del CISM Prefetto Gianfranco Romagnoli ha incentrato la sua relazione, intitolata "Come si crea il Mito dell’eroe: García Hurtado de Mendoza", su questa figura storica, esempio di come, a fronte degli eroi dei quali la letteratura fissa ed eterna una tralatizia memoria mitopoietica, ve ne siano altri per i quali questa memoria é costruita a posteriori mediante opere letterarie commissionate, che però non sempre reggono la prova del tempo.
Ha concluso il Prof. Antonio Martorana, il quale ha arricchito di originali considerazioni e di dotte citazioni il vasto panorama emerso nelle precedenti relazioni sulla figura dell’eroe in generale.
Sono seguiti puntuali ed originali interventi del Prof. Francesco Foderà, che ha sottolineato come sia compito dello storico sfatare i miti, e del Prof. Felice Cammarata, che nel citare come fonti del mito i poemi cavallereschi, di impostazione tardomedioevale ma spesso anticipatori del futuro, e al giorno d’oggi il fumetto, ha auspicato una ulteriore più ampia trattazione del vastissimo argomento.
Tra il pubblico, che ha seguito con interesse e ampio consenso la tavola rotonda, erano presenti il Prefetto Pietro Massocco, il Vicedelegato per la Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Conte Dott. Antonio di Janni, il Generale della Guardia di Finanza Dott. Antonio Jovane e l’editore Carlo Saladino.
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Agosto

SPETTACOLO DRAMMATURGICO:
Selinunte di Megara

Il 7 agosto 2009, nella splendida cornice del parco archeologico di Selinunte, sotto e tra le maestose colonne del Tempio E, è stata rappresentata la piéce Selinunte di Megara - dalla fondazione alla nascita della Ecclesia Mazariensis, drammaturgia di Giovanni Isgrò, che ne ha anche curato la regia. Lo spettacolo, patrocinato dal Centro Internazionale di Studi sul Mito (CISM), è stato promosso dal Comune di Castelvetrano, dalla Diocesi di Mazara del Vallo e dalla Facoltà di Architettura dell’Università di Palermo. Attraverso una teatralizzazione di eventi e personaggi storici come Epicarmio, "inventore" della commedia dorica che soggiornò lungamente a Selinunte ambientandovi suoi lavori teatrali, il testo ha ripercorso le vicende dell’antica città greca rese allo spettatore, sullo sfondo di una voce narrante, attraverso azioni mimiche e coreutiche, invenzioni sceniche, monologhi e dialoghi di grande efficacia.
Di tutto il cast, che ha dato ottima prova sino all’ultimo figurante, meritano una speciale menzione Salvatore Volturno Gaglio, voce narrante; Giuseppe Rosignano, coreografo e primo ballerino; Laura Isgrò, moglie dell’eroe morto; Rosanna Maria La Chiana, prima sacerdotessa; Laura Spacca, nel duplice personaggio di Epicarmio e del mimo.
Al termine dello spettacolo, che ha riscosso vivo successo, è intervenuto il Vicepresidente del Centro Internazionale di Studi sul Mito, Prefetto Gianfranco Romagnoli, spiegando come questa realizzazione rappresenti soltanto la prima tappa di un più vasto programma del Centro stesso che, avvalendosi del suo Direttore artistico Giovanni Isgrò, intende risignificare i siti archelogici su tutto il territorio nazionale attraverso teatralizzazioni che ne illustrino i miti di fondazione. Ha poi consegnato al Sindaco di Castelvetrano un gagliardetto riproducente il logo del CISM ed al Vescovo di Mazara, S.E. Mons. Mogavero, i volumi contenenti i testi delle prime due stagioni di conferenze tenute dalla Delegazione Siciliana del Centro stesso.
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Giugno

TAVOLA ROTONDA:
"Albanesi per lingua, bizantini per rito, Italiani per adozione: gli Arbëreschë"

Il giorno 12 Giugno 2009, per il ciclo di incontri culturali della Delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul Mito, si è svolta a Palermo, nella splendida cornice della Chiesa della Martorana, la tavola rotonda " Albanesi per lingua, bizantini per rito, Italiani per adozione: gli Arbëreschë", presieduta dal Prof. Felice Cammarata.
Nel primo intervento, il Prof. Giuseppe Barbaccia ha, tra l’altro, evidenziato come agli Arbëreschë si debba il mantenimento del rito bizantino, sentito da essi come quasi esclusivo connotato identitario, e come insieme al rito, attraverso il culto delle sante icone e l’iconologia, si sia radicata la spiritualità orientale, dando luogo ad un arricchimento, non soltanto formale e rituale, del cattolicesimo e dell’intera cristianità. Ciò, insieme al successivo recupero, attraverso la cultura, del sentimento identitario nazionale, fa sì che non si debba più guardare al mondo arbëreschë come ad un reperto archeologico da coltivare sul piano della nostalgia, ma ad una identità che ha un preciso significato nel contesto della nuova Europa e del recupero e valorizzazione delle sue radici cristiane.
Nel secondo intervento, il Dott. Zef Chiaramonte ha ripreso il tema sotto un profilo più specificamente storico, tracciando un quadro della storia balcanica a partire dalle sue radici illiriche, soffermandosi sulla resistenza alla dominazione turca, che ebbe il suo più illustre esponente in Giorgio Castriota Skanderbeg e grande importanza nel frenare l’invasione dell’Europa da parte dell’Impero Ottomano, sull’ esodo degli albanesi in Italia dopo la caduta del "castello albanese" e sulla reviviscenza ad opera loro, quale espressione identitaria, del rito orientale, in declino in Italia dopo la fine della dominazione bizantina.
E’ seguito l’intervento della Prof.ssa Franca Cucci sugli istituti di cultura albanese in Italia: la relatrice ha rievocato le tormentate vicende che portarono alla costituzione in Calabria del Pontificio Collegio Corsini come primo seminario albanese retto da un vescovo ordinante e successivamente abilitato a rilasciare la laurea in teologia, evidenziando come, a causa delle resistenze dei vescovi latini locali e, in seguito, del penetrarvi del nuovo clima massonico-risorgimentale, l’istituzione abbia gradualmente mutato fisionomia, secolarizzandosi e divenendo infine un liceo ginnasio statale. Parallelamente ha parlato dell’analogo istituto di cultura Palermo, che ha conservato l’originale carattere di seminario.
L’ultimo intervento è stato svolto dall’Ing. Ernesto Schirò, il quale si è soffermato sull’origine degli insediamenti albanesi in Italia a partire dal XV secolo, laddove ad una prima buona accoglienza per il ruolo svolto da quella popolazione nelle guerre contro i Turchi e per ovviare ad una crisi demografica, seguì una fase di vessazione da parte dei feudatari locali, che non vedevano di buon occhio i nuovi venuti perché uomini liberi e non soggetti al vincolo della servitù della gleba; ha poi evidenziato l’origine militare degli insediamenti e il fatto che gli albanesi in Italia costituivano un piccolo autonomo esercito che diede un grande apporto in importanti fatti d’armi come la battaglia di Lepanto. Ha infine parlato delle origini del monastero di Mezzojuso ad opera dapprima di monaci basiliani locali e poi popolato da monaci venuti dalla Grecia.
E’ intervenuto infine il Dott. Vincenzo Schirò, sottolineando l’importanza di alcuni temi della relazione del Prof. Barbaccia.
Il Prof. Felice Cammarata, nel commentare conclusivamente gli interventi, ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa del Centro Internazionale di Studi sul Mito tesa a riportare alla ribalta la storia e la cultura albanese, auspicando il ripetersi di simili occasioni per poter affrontare altri aspetti della vastissima e complessa tematica.
Il Delegato per la Sicilia del CISM Prefetto Gianfranco Romagnoli, nel ringraziare i partecipanti alla tavola rotonda per le pregevoli relazioni svolte, ha offerto loro un gagliardetto riproducente il logo del Centro.
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CONFERENZA DEL DOTT. ANTONIO ALONGI:
Una cosmogonia al femminile

Il 7 Giugno 2009 il Dott. Antonio Alongi, per il ciclo di conferenze della Delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul Mito, ha tenuto in Palermo, presso la sede dell’Associazione Biotos, una conversazione sul tema "Una cosmogonia al femminile".
Il relatore ha incentrato la sua esposizione sul poema epico nazionale finnico "Kalevala", illustrandone la genesi e la struttura, frutto di una composizione ottocentesca di antiche leggende finlandesi nelle quali agli elementi mitologici locali si mescolano elementi del cristianesimo. Ha quindi posto in luce come alla leggenda principale dell’origine del mondo ad opera della vergine Ilmatar, calatasi dal cielo sulle infinite acque primordiali e quivi ingravidata dal vento, si mescolino e sovrappongano altre leggende cosmogoniche come quelle dell’uccello e dell’uovo cosmico che ne portano a compimento la lunghissima gestazione, generando la terra e la volta celeste. Ha quindi tracciato importanti parallelismi con altri miti della creazione presenti presso altri popoli, spesso incentrati anch’essi sulla figura femminile, e sulla ricorrenza in essi del passaggio cielo-mare-terra, con particolari riferimenti al libro della Genesi dell’Antico Testamento, allo spirito di Dio che aleggiava sulle acque e al soffio divino vivificatore.
Al termine della esposizione, seguita con grande attenzione ed interesse dai presenti il Vicepresidente del CISM e Delegato per la Sicilia Prefetto Romagnoli, nel ringraziare il Dott. Alongi per l’alta qualità della relazione, che fa seguito ad un suo precedente apprezzato intervento sul mito della cavalleria nella sua realizzazione melitense pubblicato nel libro "I mille volti del Mito" presentato il 5 Giugno, ha rilevato la particolare importanza del tema della cosmogonia, proponendosi di tenere nella prossima stagione una giornata di studio dedicata alle cosmogonie dei vari popoli ed al raffronto tra esse.
La serata si è conclusa con un applauditissimo concerto del trio "Clara Wiek" a cura dell’AGIMUS.
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PRESENTAZIONE DEL LIBRO A CURA DEL PROF. PIETRO PALUMBO:
I mille volti del mito

Il 5 Giugno 2009 presso la prestigiosa Sala delle Conferenze il Circolo Ufficiali di Palermo ha avuto luogo, a cura del Prof. Pietro Palumbo dell’Università di Palermo, la presentazione del libro I mille volti del Mito, che raccoglie i testi delle conferenze tenute nella stagione 2007-2008 da alcuni soci del Centro Internazionale di Studi sul Mito (CISM) e da varie personalità della cultura per la Delegazione Siciliana del Centro stesso.
Erano presenti il Conte Antonio di Janni, Vicedelegato per la Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio con una significativa delegazione dell’Ordine, tra cui S.E. Alfonso Giordano e il Prof. Manlio Corselli, coautori del volume, la pittrice Carla Amirante autrice di uno dei saggi e del dipinto riprodotto sulla copertina del volume, il Cappellano Costantiniano Papàs Luigi Lucini ed il Gen. Antonio Jovane. Hanno altresì partecipato all’incontro il Sostituto Procuratore Generale Antonio Osnato e il Preside Antonio Martorana, autori di saggi presenti nel volume, il prof. Giuseppe Barbaccia, il Prefetto Pietro Massocco, il giornalista Pino Incandela.
L’editore Carlo Saladino ha aperto l’incontro sottolineando la validità delle iniziative culturali del Centro Internazionale di Studi sul Mito, di cui è socio, ed auspicando una Maggiore partecipazione di giovani.
Ha quindi preso la parola il Prof. Palumbo il quale, partendo dal dato del mito come primigenio strumento di conoscenza, ha sottolineato come via via si sia passati ad una fase, attestata da Platone, in cui mithos e logos non si contraddicevano ma, pur nella distinzione, svolgevano una funzione complementare sul piano conoscitivo, sino al delinearsi, già con Aristotele, di una netta scissione ed antinomia che, relegando il mito a uno stadio di pre-conoscenza, si è trascinata sino ai tempi attuali. Peraltro, già con Heidegger si assisteva ad una valorizzazione della soggettività nella percezione del mondo e ad un riaffacciarsi del mito. Nel secolo appena decorso, è prevalso il "pensiero debole" di cui il più noto esponente è Gianni Vattimo, che ha portato ad una revisione critica della possibilità del logos di raggiungere una verità assoluta ed obiettiva. Si sono così aperti nuovi spazi al mito, che secondo un filone di ricerca da qualche tempo portato avanti da Rosolino Buccheri e Marina Alfano e presente anche in questo volume, porta ad una dualità delle fonti di conoscenza riconducibile alle diverse funzioni neurfisiologiche dei due emisferi cerebrali, presiedenti l’uno alla logica e l’altro all’intuizione ed alla creatività, che si integrano nel momento in cui la logica non riesce a spiegare tutto o ad andare oltre un certo risultato. Il relatore si è poi soffermato sul saggio di Diego Romagnoli Mitraismo e Cristianesimo apprezzandone i contenuti e rilevando che, al di là delle somiglianze mitiche e rituali che in definitiva sono un aspetto secondario, l’originalità del Cristianesimo consiste nella stretta integrazione del fedele con il Vivente, resa manifesta dal paragone evangelico con la vite e i tralci.
L’esposizione, assai più ricca e profonda di quanto consentano di comprendere questi brevi flashes, è stata seguita con grande attenzione e molto apprezzata dai presenti.
Ha infine preso la parola il Prefetto Gianfranco Romagnoli, Vicepresidente del Centro Internazionale di Studi sul Mito e curatore del volume, il quale, nel ringraziare il Prof. Palumbo per la dotta e brillante relazione, ha brevemente illustrato la struttura e le attività del CISM.
La serata è terminata con un aperitivo nei locali del Circolo.
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Maggio

CONFERENZA DI LAVINIA SCOLARI:
Mascheramento e sogno: visioni oniriche ed epifanie divine nell’Eneide

Il 14 Maggio 2009, presso il Liceo Garibaldi di Palermo, per il ciclo di conferenze della delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul Mito, la D.ssa Lavinia Scolari ha tenuto una conversazione sul tema: Mascheramento e sogno: visioni oniriche ed epifanie divine nell’Eneide.
Nel presentare la relatrice, il Delegato per la Sicilia Prefetto Gianfranco Romagnoli ne ha evidenziato il brillante curriculum di studi, che l’ha portata ad acquisire vaste ed approfondite conoscenze in vari settori della mitologia e in altre materie ad essa collegate.
Nella sua esposizione, la relatrice ha rilevato il valore strutturale e compositivo, presente anche nei poemi omerici e nelle tragedie greche e romane, che hanno nel poema virgiliano i sogni e le epifanie divine, sussumibili nella più generale categoria del mascheramento, usato come mezzo per introdurre il personaggio divino sotto sembianze umane. Esso, con funzione di filtro, può presentarsi come mascheramento salvifico teso ad evitare la contaminazione dell’eroe, come nell’apparizione di Venere sotto l’aspetto di vergine spartana, riconosciuta però da Enea e che comunque si rivela nell’accomiatarsi; ovvero come mascheramento contaminatore, come nell’apparizione nel libro settimo della furia Aletto per indurre Turno alla guerra, che si rivela però inefficace spingendo Aletto a rivelarsi nella sua vera sembianza.
Il sogno costituisce un sottogenere del mascheramento, che creando una cornice narrativa attraverso stilemi e moduli ripetitivi, funge da filtro comunicativo per far entrare le ombre in contatto con i vivi. La relatrice ha richiamato alcuni esempi: così il sogno di Ettore con la sua funzione salvifica nei confronti di Enea e con l’importante raccomandazione di portare in salvo le statue dei Penati per poter fondare una nuova Ilio; così pure l’apparizione in sogno degli stessi Penati che, esortandolo a non dubitare della loro parola, lo distolgono dall’errore di fondare a Creta la nuova città; così infine l’apparizione del dio Tiberino che, con eguale autorità, lo indirizza attraverso il segno profetico della scrofa bianca al luogo in terra italica, dove la città dovrà essere fondata.
Dal sogno, filtro della comunicazione con l’ "oltremondo" delle ombre, la relatrice ha distinto le apparizioni oniriche, che si verificano al di fuori della condizione di sonno e che, proprio per la mancanza del filtro del sogno, destano un’impressione più viva ed immediata in chi le percepisce: così l’apparizione di Creusa che esorta Enea a non volgersi indietro e quella di Mercurio, che lo rimprovera spingendolo a lasciare la terra libica per proseguire nell’adempimento della sua missione.
In tutto questo contesto, viene in evidenza che funzione dei sogni e delle teofanie è quella di tenere l’eroe immune da ogni ingiuria e contaminazione, anche nei confronti dei contesti di morte cui deve seguire la purificazione, per acquisire il favore degli dèi per sé e per i futuri Romani.
All’esposizione, ascoltata con grande interesse dai presenti, è seguito un vivace dibattito nel quale sono intervenuti tra gli altri il Prof. Corselli, che ha evidenziato l’aspetto politico fondativo dei sogni e delle apparizioni esaminati; il Prefetto Massocco, che ha sollevato alcuni dubbi sulla differenza tra sogno e apparizione onirica; il Prefetto Palazzo Adriano, che ha proposto una interpretazione in chiave psicanalitica per cui i sogni non sono una spinta esterna, ma si limitano a liberare energie e propositi interiori latenti.
A conclusione della serata il Prefetto Romagnoli ha offerto alla relatrice un gagliardetto raffigurante il logo del Centro Internazinale di Studi sul Mito.
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Aprile

CONFERENZA DEL VICEPRESIDENTE PREFETTO GIANFRANCO ROMAGNOLI:
L’asino nel mito e nella letteratura
Scarica il testo completo della conferenza
Il 29 Aprile 2009, presso il bell’Auditorium del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura "G. Leopardi", il Vicepresidente del Centro Internazionale di Studi sul Mito Prefetto Gianfranco Romagnoli, per il ciclo di conferenze organizzato dalla Sede Centrale, ha tenuto una conversazione sul tema L’asino nel mito e nella letteratura.
Nella sua esposizione, dedicata alla memoria di Giorgio Recchi, il relatore ha evidenziato le valenze simboliche polisemiche dell’asino, da cavalcatura sacra e simbolo sapienziale a incarnazione della bestialità e dell’ignoranza, ripercorrendo la mitologia dell’estremo e del medio oriente e soffermandosi in particolare sulla figura dell’asino nella Bibbia. Dopo un breve excursus nel campo delle arti figurative e sull’asino nel medioevo, ha quindi richiamato la sua presenza in opere letterarie del mondo greco-romano e del Rinascimento italiano, per giungere fino all’Ottocento e ai nostri giorni.
Alla esposizione, seguita con molto interesse, sono seguiti gli interventi di Sergio Sconocchia, Alessandro Aiardi e Donatella Donati.
Al termine della serata, il Prefetto Romagnoli ha donato al dott. Fernando Foschi, Presidente del Centro Mondiale della Poesia e della Cultura ospitante, il volume degli atti del primo ciclo di conferenze della Delegazione Siciliana ed un gagliardetto raffigurante il logo del CISM.
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CONFERENZA DI CLAUDIA COSTANTINO:
I riti di iniziazione precristiani

Il 19 Aprile 2009 in Palermo, nella sede dell’Associazione Biotos, per il ciclo di conferenze organizzato dalla Delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul Mito, la D.ssa Claudia Costantino ha tenuto una conversazione sul tema "I riti di iniziazione precristiani in Israele e in Persia". Dopo una presentazione del Vicepresidente del CISM Prefetto Romagnoli, che ha evidenziato come il tema delle religioni, compreso il cristianesimo, rientri nel concetto di mito inteso non leopardianamente come "favole antiche", ma come tutto ciò di risalente che concorre a determinare l’identità di un popolo, ha preso la parola la relatrice, svolgendo una premessa sul significato dei termini ‘iniziazione’e ‘rito’, con i loro caratteri di ripetitività e di polisemia che comportano un coinvolgimento totale dell’uomo, adempiono la funzione di inserirlo in un contesto sociale conferendogli l’appartenenza ad esso, o segnando in tale ambito il passaggio da una condizione di vita ad un'altra. E’ quindi passata a parlare della ritualità iniziatica nella Israele dell’Antico Testamento, che si svolgeva attraverso le tappe della circoncisione, del riscatto del primogenito e del passaggio all’età adulta che consente di accostarsi alla Parola di Dio, soffermandosi in particolare sulla circoncisione, sulle sue origini antichissime e sul diverso significato attributogli dalle due tradizioni, che si rifanno rispettivamente al Libro dell’Esodo (nozze di sangue) e a quello della Genesi (alleanza), illustrando inoltre i peculiari riti iniziatici di altre comunità religiose della Palestina (Esseni, Terapeuti). Per quanto riguarda la Persia, si è soffermata sulle religioni misteriche e sul grande successo che riscuotevano tra la gente dell’epoca, inquieta verso la vita e bisognosa della salvezza che questi riti promettevano: ha poi evidenziato come questi culti convivessero pacificamente, tanto che molti ne praticavano contemporaneamente più di uno. Il rito fungeva da fattore di coesione tra gli adepti, che potevano essere di ogni condizione sociale o sesso (ma le donne erano escluse dal mitraismo, come pure i ladri e gli assassini). La relatrice ha poi evidenziato la centralità della rappresentazione drammatica dei misteri e l’obbligo di segretezza, parlando dei riti di iniziazione che contemplavano l’uso di acque purificatrici e riunioni per sacri banchetti finalizzati a creare comunione. Infine è passata a parlare, per analogie e per differenze, della iniziazione cristiana che si svolge attraverso i riti sacramentali del Battesimo, della Confermazione e della Eucaristia, soffermandosi sul Battesimo e sulla differenza tra battesimo dell’acqua (di purificazione) e battesimo dello Spirito (di santificazione) e sul suo effetto di conformare il battezzato a Cristo e di farlo divenire figlio di Dio, incorporandolo nella comunità cristiana con il proprio peculiare ruolo.
Nella discussione che è seguita alla conferenza, che ha riscosso vivi consensi e apprezzamenti dai presenti tra i quali il Prof. Felice Cammarata, Presidente dell’Associazione Amici Opera dei Pupi, sono intervenuti Diego Romagnoli, Lavinia Scolari e Silvana Tralongo.
Al termine della serata, il Prefetto Romagnoli ha offerto alla relatrice un gagliardetto con lo stemma del Centro. E’ quindi seguito, per l’AGIMUS di Palermo, un bel concerto vocale e strumentale del Trio Mozart.

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TAVOLA ROTONDA:
Concordia discors tra mito e scienza come generatrice di conoscenza

Il 2 Aprile 2009, per il ciclo di incontri culturali della Delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul Mito, si è svolta preso il Teatro nuovo della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Palermo una tavola rotonda, organizzata in collaborazione con la stessa Facoltà, il Centro Interdipartimentale di Tecnologie della Conoscenza e l’Istituto per le tecnologie Didattiche del C.N.R., sul tema: Concordia discors tra mito e scienza come generatrice di conoscenza.
Dopo il saluto del Prof. Palumbo, Ordinario della Facoltà di Filosofia, e del Direttore del CITC Prof. Crescimanno, ha aperto i lavori il moderatore Prefetto Romagnoli, evidenziando come ad un atteggiamento "scientista" che ritiene la scienza autosufficiente per spiegare tutto l’esistente, ponendosi in rapporto spesso conflittuale con la filosofia e ancor più con il mito, ritenuto una fase prescientifica non utile alla conoscenza, si giustapponga un desiderio di confronto e di integrazione tra queste discipline, come utile a conseguire una più piena conoscenza.
Ha quindi preso la parola il Prof. Buccheri, illustrando come l’irriducibile antinomia tra pensiero scientifico e mitico sia la probabile espressione della dualità delle strutture cerebrali che la sottendono: se dall’emisfero cerebrale che presiede alla logica scaturisce l’approccio scientifico alla realtà, non per questo è da trascurare l’altro emisfero che presiede all’intuizione e alla creatività, da cui agli albori dell’umanità è scaturito il mito e che si attiva per dare soluzioni alle situazioni impreviste.
E’ quindi intervenuto il Prof. Palumbo, rilevando che la valorizzazione che l’attuale filosofia, ispirata al "pensiero debole", fa di ogni elemento extrascientifico, rischia di portare a negare radicalmente la possibilità della conoscenza, riducendola a puro elemento soggettivo o a narrazione: di contro, come ha chiarito Popper, la conoscenza esiste, sia pure non come valore assoluto ed immutabile, ma come formulazione di teorie sostenute da argomentazioni esterne e dimostrabili, in ciò differenziandosi dal mito che argomenta su sé stesso. Di qui l’antinomia che rende non sovrapponibili scienza e mito.
La Prof. Argentino ha affrontato il tema dal punto di vista della scienza psichiatrica: dopo essersi intrattenuta sulle strutture fisologiche e funzionali del sistema nervoso, la relatrice ha evidenziato che la conoscenza nasce dal porsi del soggetto in relazione con il mondo esterno ed è perciò in qualche misura necessariamente soggettiva, configurandosi come narrazione, che è lo strumento attraverso il quale il terapeuta si pone in rapporto con il soggetto. In questo quadro, va riconosciuto un valore sociale al mito, il cui venir meno è causa non ultima dell’attuale diffondersi dei problemi a livello psichiatrico. La contrapposizione tra mito e scienza è suscettibile di creare una bellissima armonia tra gli opposti.
La Prof. Alfano ha svolto il tema dal punto di vista musicale, rilevando come la musica sia ordine ed armonia primigenia, che pervade l’universo e precede ogni conquista dell’uomo. Nel porsi in relazione con il mondo esterno, anche attraverso l’emissione del suono, l’uomo in qualche misura "svuota" sé stesso di energie vitali, che però gli ritornano arricchite da questa relazione instaurata. La rottura dell’equilibrio tra l’uomo e il creato genera quella disarmonia che è causa dei disagi psichici.
Nella discussione che è seguita è intervenuta Lavinia Scolari, la quale ha rilevato come la dualità di cui si è dibattuto durante gli interventi sia ben simboleggiata dal caduceo di Ermes.
E’ quindi intervenuto Diego Romagnoli evidenziando il valore sempre attuale del mito, che costituisce tutti gli archetipi sui quali sono basati i comportamenti dell’uomo anche ai nostri giorni.
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Marzo

TAVOLA ROTONDA:
Origini mitiche e sacrali del diritto

Il giorno 28 Marzo 2009 a Palermo, presso l’Aula Magna del Liceo Garibaldi si è svolta la tavola rotonda sul tema "Origini mitiche e sacrali del diritto". All’incontro era presente un numeroso ed attento pubblico, tra cui il Generale Antonio Jovane e la pittrice Francesca di Carpinello. Il moderatore Prof. Antonio Martorana ha introdotto l’argomento sviluppando, tra l’altro, le tesi di Riccardo Orestano circa la distinzione tra ius e fas. Ha quindi preso la parola il Sostituto Procuratore Generale Antonio Osnato il quale, esemplificando le proprie tesi con riferimenti alla Repubblica di Platone ed al biblico Giudizio di Salomone, ha svolto un intervento incentrato sulla sacralità della funzione giurisdizionale, osservando come purtroppo la situazione attuale sia degenerata anche ad opera di quei giuristi che mettono la loro scienza al servizio del potere politico. E’ poi intervenuto il Presidente Onorario della Corte di Cassazione Alfonso Giordano, il quale ha trattato anch’egli il tema sotto il profilo della giurisdizione, soffermandosi in particolare sull’iconografia della Giustizia rappresentata negli affreschi di Giotto nella Cappella degli Scrovegni a Padova e in quelli di Ambrogio Lorenzetti denominati "Il buon Governo" a Siena ed illustrando il significato simbolico degli attributi come la benda, la bilancia, la spada. Ha chiuso il giro degli interventi il Vicepresidente del CISM Prefetto Gianfranco Romagnoli, il quale ha illustrato i miti del primo formarsi degli ordinamenti collettivi, da quando legislatore è ritenuto lo stesso dio, a quando il dio si serve di un intermediario, finchè il legislatore è un uomo sia pure di origine divina: dopo questa discesa dal cielo, il diritto, la cui fonte si è fatta sempre più vicina all’uomo, torna al cielo con la divinizzazione del legislatore. Ha quindi passato in rapida rassegna gli istituti giuridici attribuiti a Romolo. Agli applauditi interventi è seguito un ampio e vivace dibattito, nel quale sono intervenuti tra gli altri il Prefetto Piero Massocco, il Prof. Titta Loiacono, il Prefetto Guido Palazzo Adriano, la Prof.ssa Silvana Tralongo e l’Avv. Roberto La Rosa.
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Febbraio

CONFERENZA:
La figura di Mitra in India

Il 22 Febbraio 2009, presso l’Associazione Biotos, per il ciclo di conferenze del Centro Internazionale di Studi sul Mito - Delegazione Siciliana e nel quadro della collaborazione con l’AGIMUS di Palermo, il socio Diego Romagnoli ha tenuto una conversazione sul tema La figura di Mitra in India.
Nella presentazione, il Delegato per la Sicilia Gianfranco Romagnoli ha evidenziato come questa conferenza, che fa seguito ad altre due tenute in precedenza dallo stesso relatore sui diversi aspetti di questa divinità e già pubblicate o in corso di pubblicazione, sia tratta sinteticamente da un’opera di più vasto respiro, che l’autore sta redigendo, nella quale la figura di Mitra è esaminata dalla sua genesi, affondante nella preistoria, dalle divinità solari asiatiche ed europee, alla sua diffusione nel mondo antico ed agli attuali studi in materia. Ha quindi sottolineato che il mitraismo, generalmente noto nei connotati del culto misterico affermatosi nell’ età imperiale romana, è poco conosciuto nel suo sviluppo in India, ove Mitra è una presenza che dalla religione vedica, attraverso l’induismo giunge fino al buddismo, sia pure perdendo progressivamente d’importanza.
Nella sua conferenza il relatore, premesso che gli aspetti della religione e della spiritualità indiana, percepiti come caotici e contraddittori dalla cultura occidentale basata su categorie aristoteliche, sono in realtà frutto di un modo di vivere e di pensare assai diverso dal nostro, ha evidenziato come l’induismo non sia né politeista né monoteista, ma monolatrico, adorante cioè un solo dio del quale altri dei sono proiezioni o personificazioni, stratificatesi nel tempo anche per l’incontro della originaria religione con quelle di altri popoli, specie iranici. A più figure divine vengono spesso riconosciuti gli stessi attributi, cosicché esse tendono a confondersi: in questo contesto, in cui unità e molteplicità sono aspetti non contraddittori di un unicum,  Mitra rappresenta una personificazione della divinità solare Aditya, e tende ad identificarsi con Varuna, il primo come aspetto diurno e benefico, il secondo come aspetto notturno e cupo, del corso dell’astro. Il sole, come "occhio di Mitra" è una epifania divina. da cui successivamente discendono Surya e/o Savitar.
Alla esposizione, estesa ad una panoramica generale dell’induismo e seguita con attenzione e partecipazione, sono succeduti vari interventi. Santo Grasso ha evidenziato come il rapporto tra Mitra e Varuna possa ricordare la dicotomia tra l’apollineo e il dionisiaco; Mario Profita, studioso di Mitra, ha osservato come il perdurante interesse per il mitraismo ne evidenzi l’attualità, sottolineando come la scomparsa di questo culto sia stata dovuta all’atteggiamento ostile del cristianesimo; Felice Cammarata, riprendendo una osservazione di Mario Profita secondo il quale la corrida spagnola sarebbe una perdurante manifestazione del sacrificio del toro ad opera di Mitra, ha puntualizzato come le origini di questo spettacolo-rito popolare siano piuttosto da ricondursi a Creta, come è testimoniato  dall’iconografia cretese dei giochi con il toro.
Tra i presenti, il Presidente dell’AGIMUS di Palermo Maria De Francesco, il Delegato per la Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio Conte Antonio di Janni e il Cappellano costantiniano e del Sovrano Militare Ordine di Malta Papàs Luigi Lucini.
Alla conferenza ha fatto seguito un concerto dell’AGIMUS nel quale il bravo soprano Miriam Alasia, accompagnata al pianoforte dall’ottimo Maestro Sergio Valenza, ha eseguito con grande successo alcune romanze di Francesco Paolo Tosti.      
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Gennaio

CONFERENZA:
Il convivio tra Eros ed Agape, nella letteratura e nella spiritualità pagana e cristiana dell'Europa mediterranea

Il 21 Gennaio 2009 presso il Conservatorio "V. Bellini di Palermo", per il ciclo di conferenze organizzato dalla Delegazione Siciliana del Centro Internazionale di Studi sul  Mito (CISM), il Papàs Luigi Lucini ha tenuto una conversazione sul tema "Il convito, tra Eros e Agape, nella letteratura e nella spiritualità pagana e cristiana dell'Europa mediterranea". Ha introdotto il tema il Prefetto Gianfranco Romagnoli, Vicepresedente e Delegato per la Sicilia del CISM, mettendo in rilievo come il convito abbia avuto sin dall'antichità classica una connotazione sacra: infatti gli stessi déi greci banchettavano sull'Olimpo mangiando nettare e bevendo ambrosia, ed anche se ciò era da connettersi alla concezione antropomorfica delle divinità, alle quali erano attribuite le passioni anche erotiche degli uomini, veniva comunque messo in rilievo il livello divino al quale il convito si svolgeva. Con l'affermarsi del cristianesimo, questo concetto si evolve e si spiritualizza: il banchetto infatti, a partire dall'Ultima Cena, diviene il cibarsi del corpo e del sangue di Cristo, cui partecipa tutta l'umanità (manducat Dominum pauper, servus et humilis), per la quale costituisce anticipazione dell'aver parte al mistico convito eterno (pignm futurae gloriae). Ha quindi presentato il relatore, mettendone in rilievo la vasta ed approfondita  cultura e ricordando i lavori di grande qualità già da lui svolti per il CISM.
Il relatore ha innanzitutto richiamato la distinzione tra convivio e simposio, esponendone struttura e modalità ed evidenziando in particolare che il suo svolgimento prevedeva la discussione dei più vari argomenti, specialmente filosofici. Richiamate le più importanti opere della letteratura conviviale greca e romana, prime tra le quali Il convivio di Platone, ha evidenziato come nel mondo romano il convito perdesse gradualmente il suo carattere filosofico per accentuare quello erotico, pur già presente ab antiquo, sino a degenerare in età imperiale nell'orgia. A questo decadimento dei costumi si ha una reazione già nel mondo pagano con i culti misterici e in particolare con il mitraismo, che con la sua filìa tra adepti, specie militari, costituisce un passaggio verso il cristanesimo, nel quale l’eros è sostituito dall'agape o amore oblativo. Ha quindi passato in rassegna alcuni banchetti evangelici, dalle nozze di Cana all'Ultima Cena, evidenziando l'aspetto didascalico che Gesù trasse da queste occasioni.
Al termine dell'esposizione sono  intervenuti il Procuratore Antonio Osnato, il Professor Manlio Corselli e il Prefetto Guido Palazzo Adriano commentando i diversi aspetti della conferenza, che ha suscitato vivo interesse ed unanimi consensi.
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