Avvenimenti 2016

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Giugno

Tavola rotonda Gli Albanesi e i Borbone
Ficuzza, Real Casina di Caccia, 11 giugno 2016

Il giorno 11 giugno 2016 presso la Reale Casina di Caccia di Ficuzza, nel quadro dell’annuale incontro culturale sulla cultura albanese promossa dal Centro Internazionale di Studi sul Mito, quest’anno in collaborazione con l’Accademia Siciliana dei Mitici e con il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, si è tenuta una tavola rotonda sul tema Gli Albanesi e i Borbone. Hanno rivolto un indirizzo di saluto il SIndaco di Corleone Leoluchina Savona e il Delegato del Sindaco per Ficuzza Giulio Pillitteri. In apertura il moderatore Prefetto Gianfranco Romagnoli, Delegato per la Sicilia del Centro Internazionale di Studi sul Mito e Presidente-Rettore degli Studi dell’Accademia Siciliana dei Mitici, nel ringraziare quanti, tra cui la Dirigente U.S.L. di Palermo Ing. Dorotea di Trapani, hanno reso possibile l’incontro in quella sede, ha sottolineato, in relazione all’argomento della tavola rotonda, l’importanza del suo svolgimento in un sito borbonico e della partecipazione del Cavaliere di Gran Croce Nob. Dott. Antonio di Janni in qualità di rappresentante in Sicilia della Real Casa Borbonica a livello del dinastico Ordine Costantiniano di San Giorgio. Ha quindi consegnato allo stesso Dott. di Janni il diploma di nomina ad Accademico Effettivo dell’Accademia Siciliana dei Mitici, nella quale gli è stato affidato il ruolo di Coordinatore della Classe Accademica Umanità. Gli interventi dei relatori hanno avuto inizio con la relazione introduttiva del Dott. Antonio di Janni, il quale ha tracciato il quadro storico entro il quale il Re Ferdinando I delle Due Sicilie ha voluto la costruzione della Reale Casina di Caccia di Ficuzza con la relativa viabilità, soffermandosi sugli architetti che ne sono stati i realizzatori e sulle vicende dei recenti restauri dello storico edificio. E’ seguita la relazione del coordinatore della tavola rotonda Prefetto Romagnoli, il quale ha trattato le vicende relative alla costituzione, voluta già dal 1735 da Carlo III di Borbone Re di Napoli e di Sicilia, del Reggimento Real Macedone, ricordando i vari comandanti succedutisi alla sua guida e gli avvenimenti bellici cui lo stesso Reggimento partecipò gloriosamente ed evidenziando le diverse trasformazioni subite da questa compagine militare in successive riforme fino al 1820, data del suo scioglimento. Il successivo intervento del Ch.mo Prof. Fabio Russo ha riguardato la personalità di Padre Giorgio Guzzetta, arbéresh di Piana degli Albanesi divenuto sacerdote cattolico nella Congregazione di San Filippo Neri, la sua opera in campo caritativo e di promozione della cultura arbéresh anche attraverso fondazione del Seminario Greco-Albanese di Palermo e, la promozione di un ramo di rito bizantino degli Ordini degli Oratoriani e dei Gesuiti, ricordando i suoi rapporti positivi con il Re, ma non sempre facili con la sua corte. Ha quindi preso la parola il Prof. Zef Chiaramonte, il quale ha ricordato come la scelta definitiva di Ficuzza come base per la caccia da parte di Re Ferdinando durante il suo “esilio” in Sicilia, sia stata preceduta da altre scelte relative alle località di Turdjep e di Pianetto in Comune di Santa Cristina Gela, dove realizzò un piccolo appartamento in un edificio rurale oggi non più esistente, e come il palazzetto di Ficuzza divenne residenza Reale quando Ferdinando vi si stabilì per rimarcare la sua contrarietà alla Costituzione del 1812, allora in fase di elaborazione e dove un messo portava quotidianamente da Palermo gli atti da sottoporre al Placet reale. In chiusura, il Prof. Zef Schirò di Maggio, dopo un puntuale riferimento alle fonti, arbéreshé e non, relative alle vicende della rivoluzione che, con lo sbarco di Garibaldi in Sicilia, portarono alla caduta del regno dei Borbone e alla proclamazione del Regno d’Italia, si è soffermato sul dramma da lui stesso scritto Mushti/Mosto 1860 nel quale viene evidenziato, tra l’altro, il contrasto tra gli intellettuali favorevoli al cambiamento e i contadini che, mirando a migliorare la loro condizione mediante l’assegnazione in proprietà delle terre che coltivavano, non sentivano come propria la rivoluzione che veniva loro proposta senza poter dare questa garanzia. Al termine della Manifestazione il Dott. Antonio di Janni, a nome della Principessa Beatrice di Borbone Gran Cancellere dell’Ordine Costantiniano, ha donato al Sindaco di Corleone, al Delegato di Ficuzza e ai relatori una medaglia raffigurante il simbolo della Fenice e lo stemma della Real Casa Borbonica.
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Aprile

Il Prete Gianni tra leggenda e realtà
Conferenza di Carla Amirante

Il 29 aprile 2016 a Palermo, presso lo Spazio Cultura di Carlo Saladino Editore, per la X stagione di incontri culturali del Centro Internazionale di Studi sul Mito-Delegazione Siciliana, la pittrice, poetessa e saggista Carla Amirante ha tenuto una conferenza sul tema “Il Prete Gianni tra leggenda e realtà”. Nella sua esposizione la relatrice ha preso le mosse dalla lettera, ricca di tutto l’immaginario medievale, inviata nel XII secolo all’Imperatore di Bisanzio (che la girò al Papa e all’Imperatore Federico Barbarossa) da questo misterioso personaggio, qualificatosi sacerdote nestoriano e Re dei Re a capo di un potente impero che aveva combattuto e vinto i musulmani, ciò che era atto a ridestare l’interesse dell’Occidente verso un alleanza con lui. Ha quindi esposto, sulla scorta anche di ricerche archeologiche, di testi letterari e di testimonianze medievali, le varie ipotesi che sono state fatte sulla identificazione dell’autore della lettera e sull’ubicazione del suo regno, ricercata dapprima in Asia, poi in Africa e infine addirittura in America, puntualizzndo per ciascuna di esse gli elementi che potrebbero sostenerne la fondatezza. Rievato poi che l’interesse per questa leggenda, protrattasi per alcuni secoli, cessò con la sconfitta dei musulmani a Lepanto che, annientando il pericolo di un’invasione islamica dell’occidente, rendeva superflua la ricerca di un alleato al di là delle terre degli Arabi, ha concluso illustrando la tesi che la lettera stessa possa essere stata un falso, creato alla corte di Fedierico Babarossa per un manovra politica nel quadro della Lotta per le Investiture. L’esposizione, seguita da vari interventi, è stata seguita con grande interesse dai presenti, tra i quali sono stati notati l’Astrofisico Prof. Rosolino Buccheri, il Delegato Vicario per la Sicilia dell’Ordine Costantiniano di San Giorgio Gr. Cr. Nob. Antonio di Janni, la giornalista Baronessa Loredana Mormino Bianchi e il Preside Antonio Martorana, Coordinatore della Classe Accademica Letteratura dell’Accademia Siciliana dei Mitici.
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Marzo

Fatale aurum: il mito della collana di Armonia tra Grecia e Roma
Conferenza di Lavinia Scolari

Il 18 marzo 2016 a Palermo, presso lo Spazio Cultura di Carlo Saladino Editore, per la X stagione di incontri culturali del Centro Internazionale di Studi sul Mito-Delegazione Siciliana la Dott.ssa Lavinia Scolari ha tenuto una conferenza sul tema” Fatale Arum: il mito della collana di Armonia tra Grecia e Roma”. Ricostruendo, attraverso fonti greche e romane, il mito della collana nei vari, complessi e divergenti percorsi letterari che lo hanno trattato, la relatrice ha evidenziato come il monile, da dono degli dei, abbia col tempo assunto una connotazione fatale che, nei vari passaggi di proprietà del gioiello, spesso mossi dal desiderio di impossessarsene anche con mezzi fraudolenti, ha arrecato sventure a chi lo riceveva e ai loro familiari e discendenti a causa del malanimo dei donatori, fino a quando di esso sono perse le tracce nel saccheggio e incendio del tempio di Apollo a Delfi. L’ esposizione, frutto di una minuziosa ricerca, è stata seguita con vivo interesse e apprezzamento dai presenti, tra i quali sono stati notati il Prof. Manlio Corselli dell’Università di Palermo, la giornalista Baronessa Loredana Mormino e la poetessa Elisa Roccazzella..Ha poi avuto luogo un vivace ed interessante dibattito, fondato sulle virtù intrinseche e indotte dei metalli e sul dono in Seneca con riferimento a una recente pubblicazione della stessa relatrice. La serata si è conclusa con un brindisi per lo scambio degli auguri pasquali.
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Gennaio

L'asronomia degli antichi popoli centroamenricani
Conferenza del Dr. Claudio Zellermayer

Il 26 febbraio 2016 a Palermo presso la Spazio Cultura di Carlo Saladino Editore, l’Accademia Siciliana dei Mitici ha realizzato, in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi sul Mito, il suo primo evento pubblico con la conferenza dell’astronomo argentino Dr. Claudio Zellermayer sul tema “L’astronomia degli antichi popoli centroamericani”. In fase preliminare il Presidente-Rettore degli Studi Prefetto Gianfranco Romagnoli ha fatto una breve presentazione dell’Accademia, alla quale ì seguito un intervento del coordinatore della Classe Accademica di Scienze Dr. Carlo Saladino sulla partecipazione dell’Accademia e della sua casa editrice a una iniziativa regionale sulla cultura mediante la proposta di un programma, incentrato sulla figura del grande antropologo Giuseppe Pitrè nel centenario della morte. E’ seguito un interessante intervento del Sindaco di Isnello Dr. Giuseppe Mogavero che, con l’aiuto di diapositive, ha presentato il progetto del Parco Astronomico delle Madonie, in fase di avanzata realizzazione. Preceduto da una presentazione dell’Accademico Prof, Rosolino Buccheri, astrofisico, ha quindi preso la parola il relatore Dr. Zellermayer il quale, con l’ausilio di una serie di diapositive, ha illustrato quanto sull’astronoma dei Maya è stato tramandato dal cosiddetto Codice di Dresda o perlomeno dalle pagine di esso che ci sono pervenute, mettendo in rilievo come dalla semplice osservazione del succedersi delle stagioni, del corso degli astri e delle eclissi di sole e di luna, questo popolo, grazie anche a un sistema di numerazione che forse per primo al mondo includeva lo zero anche se non i decimali, abbia elaborato un patrimonio di conoscenze mediante le quali, sia giunto a una misurazione del tempo sorprendentemente vicina all’esattezza, articolato in diversi tipi di calendario, tra cui quello sacrale, collegati tra loro da complessi meccanismi. L’esposizione è stata seguita con vivo interesse da un attento pubblico, formato da Accademici e da Soci e amici del Centro Internazionale di Studi sul Mito. In particolare sono stati notati il Nobile Cav.di Gran Croce Dr. Antonio di Janni, Delegato Vicario per la Sicilia del S. M. Ordine Costantiniano di San Giorgio e Coordinatore della Classe Accademica Umanità, l’Accademico Papàs Luigi Lucini, Cappellano Costantiniano, l’Accademica Baronessa Loredana Mormino, giornalista e l’Accademico Prof. Giuseppe Schirò Di Maggio, poeta e drammaturgo nelle lingue italiana ed albanese.
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L'avventura teatrale dei Gesuiti in Giappone
conferenza del Prof. Giovanni Isgrò

Il 29 gennaio 2016 a Palermo, per la X stagione di incontri culturali del Centro Internazionale di Studi sul Mito-Delegazione Siciliana, il Prof. Giovanni Isgrò dell’Università di Palermo ha tenuto una conferenza sul tema: L’avventura teatrale dei Gesuiti in Giappone. Il relatore ha posto in rilievo come un esiguo numero di Gesuiti, giunti in Giappone nel XVI secolo al seguito dei mercanti portoghesi, fosse riuscito a inserirsi nel frammentario e potenzialmente ostile ambiente politico diviso in oltre sessanta regni, facendo leva su teatralizzazioni dei misteri cristiani, tenute nelle chiese con alcuni parallelismi con il locale teatro dei No, o nell’ambito di contesti processionali. Ha quindi in sottolineato come l’azione evangelizzatrice, rivolta specialmente ai ceti più alti e ai bambini, si sviluppasse nel tempo con la regolarizzazione delle iniziative dei singoli missionari e l’istituzione di collegi e seminari, non disgiunta da una accettazione della cultura locale negli abiti e nel fasto, fino a giungere alla conversione di trecentomila giapponesi e a culminare in una ambasceria di principi inviata in Europa, che al suo rientro in Giappone dopo nove anni contribuì a promuovere una contaminazione tra la cultura orientale e quella occidentale anche nel campo del teatro; ed infine, come a questo periodo favorevole abbia fatto seguito un tempo di persecuzioni, indotte dal timore del troppo potere che i Gesuiti stavano acquisendo, interessatamente suscitato da mercanti inglesi e olandesi concorrenti dei portoghesi e ostili alla Chiesa di Roma, che portò alla morte tra atroci torture o all’esilio dei cristiani e alla chiusura per oltre due secoli delle porte del Giappone. La conferenza, è stata seguita con grande interesse che ha dato luogo a un animato dibattito finale. Tra i presenti sono stati notati il Prof. Manlio Corselli dell'Università di Palermo,l’astrofisico Prof. Rosolino Buccheri, il Prefetto Pietro Massocco, la giornalista Baronessa Loredana Mormino e il Cappellano Costantiniano Papàs Luigi Lucini..
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